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Il Gruppo



Consiglio Direttivo eletto nel 2017

Roberto Dedenaro           consigliere

Dušan Kalc                     consigliere
Marko Kravos                 consigliere

Paolo Privitera                  consigliere

Dušan Udovič                   consigliere



Past Presidents

Pavle Merkù
Roberto Dedenaro
Patrizia Vascotto
Marino Vocci




STATUTO DEL GRUPPO 85
PREMESSA

La storia di una terra di confine è fatta di separatezze e di paure, volute e alimentate da pochi, accettate da molti e sofferte da tutti. Il rifiuto del pensiero autonomo tutto deforma; all'indagine critica si sostituiscono i miti e i dogmi; alla ricerca delle peculiarità altrui le generalizzazioni; al riconoscimento della complessità e al valore dialogico delle diversità la semplificazione riduttiva e violenta e l'esaltazione interessata della propria grigia conformità. La crescita della società, in ogni terra dove vivono fianco a fianco comunità diverse, dipende invece in larga misura proprio dalla capacità di confronto, di comunicazione, di collaborazione, che quelle comunità possiedono e che non è rinuncia al proprio essere sociale e culturale ma arricchimento reciproco.

Il Gruppo 85 (che nasce probabilmente con ritardo rispetto sia alle profonde trasformazioni sociali degli ultimi decenni sia alla maturazione che ha ormai avuto nella coscienza civile il problema dei rapporti tra gruppi etnici diversi insieme conviventi) si fonda sul progetto di una cultura dello scambio che in questa nostra terra, segnata da così varie presenze, esige ovviamente la disponibilità e l'impegno degli uni e degli altri per diventare operante e produttiva. E proprio la partecipazione, l'apporto e il lavoro solidale e comune di italiani e sloveni costituiscono il tratto distintivo del Gruppo 85, che dal complesso patrimonio di esperienze e di valori di entrambi i gruppi – e di altri ancora – intende trarre alimento non solo per la propria vita ma anche per quella dell'intera società triestina e regionale.

Questi i princìpi che reggono il Gruppo 85, ne ispirano l'attività e forniscono anche la chiave per la lettura, l'interpretazione e l'attuazione del suo statuto. A proposito del quale resta solo da aggiungere che la presenza necessariamente concorde e con pari dignità di italiani e sloveni nell'associazione comporta altrettanto necessariamente l'assunzione di comuni responsabilità al suo interno. Negli organi dell'associazione, d'altronde, viene sostanzialmente meno la distinzione tra italiani e sloveni e gli uni e gli altri sono chiamati a farne parte non tanto quali rappresentanti del proprio gruppo quanto per il contributo di esperienza, di competenza e di qualificazione che possono offrire a tutti e per l'impegno, chiaro anche se non conclamato, di farsi comunque carico, in tale loro veste, delle esigenze, dei diritti e dei legittimi interessi di entrambe le componenti dell'associazione.

Trieste, 1985