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Il Gruppo
Consiglio Direttivo eletto nel 2011
Patrizia Vascotto presidente Boris Kuret tesoriere Lucia Bonetti segretaria Miran Dolhar consigliere Duan Kalc consigliere Rado (Primo) Moina consigliere Fulvio Senardi consigliere
Past Presidents
Pavle Merkł Roberto Dedenaro
STATUTO DEL GRUPPO 85 PREMESSA La storia di una terra di confine č fatta di separatezze e di paure, volute e alimentate da pochi, accettate da molti e sofferte da tutti. Il rifiuto del pensiero autonomo tutto deforma; all'indagine critica si sostituiscono i miti e i dogmi; alla ricerca delle peculiaritą altrui le generalizzazioni; al riconoscimento della complessitą e al valore dialogico delle diversitą la semplificazione riduttiva e violenta e l'esaltazione interessata della propria grigia conformitą. La crescita della societą, in ogni terra dove vivono fianco a fianco comunitą diverse, dipende invece in larga misura proprio dalla capacitą di confronto, di comunicazione, di collaborazione, che quelle comunitą possiedono e che non č rinuncia al proprio essere sociale e culturale ma arricchimento reciproco.
Il Gruppo 85 (che nasce probabilmente con ritardo rispetto sia alle profonde trasformazioni sociali degli ultimi decenni sia alla maturazione che ha ormai avuto nella coscienza civile il problema dei rapporti tra gruppi etnici diversi insieme conviventi) si fonda sul progetto di una cultura dello scambio che in questa nostra terra, segnata da cosģ varie presenze, esige ovviamente la disponibilitą e l'impegno degli uni e degli altri per diventare operante e produttiva. E proprio la partecipazione, l'apporto e il lavoro solidale e comune di italiani e sloveni costituiscono il tratto distintivo del Gruppo 85, che dal complesso patrimonio di esperienze e di valori di entrambi i gruppi e di altri ancora intende trarre alimento non solo per la propria vita ma anche per quella dell'intera societą triestina e regionale.
Questi i princģpi che reggono il Gruppo 85, ne ispirano l'attivitą e forniscono anche la chiave per la lettura, l'interpretazione e l'attuazione del suo statuto. A proposito del quale resta solo da aggiungere che la presenza necessariamente concorde e con pari dignitą di italiani e sloveni nell'associazione comporta altrettanto necessariamente l'assunzione di comuni responsabilitą al suo interno. Negli organi dell'associazione, d'altronde, viene sostanzialmente meno la distinzione tra italiani e sloveni e gli uni e gli altri sono chiamati a farne parte non tanto quali rappresentanti del proprio gruppo quanto per il contributo di esperienza, di competenza e di qualificazione che possono offrire a tutti e per l'impegno, chiaro anche se non conclamato, di farsi comunque carico, in tale loro veste, delle esigenze, dei diritti e dei legittimi interessi di entrambe le componenti dell'associazione.
Trieste, 1985
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