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08/03/2012

SPECIALE: Trieste insolita - passeggiate letterarie

Un nuovo progetto del Gruppo 85 - alla scoperta di angoli inediti della cittÓ attraverso le parole di scrittori e poeti

 

Trieste, una cittÓ in cui la storica attrazione commerciale dei tempi del porto asburgico si Ŕ evoluta in attrazione turistica, offre ben pi¨ che i tradizionali percorsi del borgo teresiano e dei musei.

 

Trieste, la cittÓ di carta, Ŕ celebrata non solo dai classici autori della letteratura locale, ma da scrittori e poeti di culture e tradizioni diverse.

 

Gruppo 85 - Skupina 85 ha messo a punto passeggiate letterarie che vanno alla scoperta di vie e di piazze, di scorci e di angoli, fuori dalle abituali rotte turistiche. Per conoscere la cittÓ attraverso gli occhi degli altri, per svelarne suggestioni inconsuete, per coglierne luci e suoni, profumi e sapori che dal passato si travasano al presente.

 

Itinerari Tomizziani a Trieste:
quattro itinerari lungo la vicenda esistenziale di Tomizza e le storie dei suoi romanzi di ambientazione triestina


Itinerari Tomizziani a Trieste-Tomizzove poti po Trstu
di Stella Rasman e Patrizia Vascotto
edizioni Gruppo 85, Trieste 2009

 

1. Autobiografico
Dal Giardino Pubblico alla Sinagoga, scendendo lungo il Viale verso l'incrocio tra Borgo Franceschino e Borgo Teresiano per immergersi nell'antico cuore mercantile della cittÓ e raggiungere Piazza UnitÓ e il Molo Audace. La passeggiata quotidiana di Fulvio Tomizza attraverso i luoghi a lui cari narrati nei suoi romanzi triestini.

2. Franziska
Partendo da piazza LibertÓ, nuovo centro pulsante della Trieste di secondo Ottocento con i palazzi dei magnati dell'epoca, si procede verso il Narodni dom, cuore del mondo sloveno e slavo agli inizi del Novecento e assurto a simbolo della furia del fascismo di confine con il devastante incendio del 1920. Accompagnando Franziska si attraversa piazza Vittorio Veneto, si scende lungo via Roma fino al Canale, piazza Ponterosso, piazza Sant'Antonio, le rive.

3. Gli sposi di via Rossetti
La tragica vicenda dei giovani sposi, Danica Toma×ič e Stanko Vuk, prende le mosse da piazza Oberdan - la prima piazza della Trieste italiana, realizzata tra gli anni Venti e Trenta del Novecento. Lungo via Coroneo e attraverso il Viale si sale in via Rossetti per raggiungere i luoghi in cui i due giovani si conobbero, si sposarono, abitarono e furono trucidati in circostanze ancora poco chiare.

4. Il male viene dal nord
Un itinerario sulle tracce del protestantesimo a Trieste dall'omonimo romanzo di Tomizza. Partendo dalla Cattedrale di San Giusto - dove venne consacrato sacerdote Primo× Trubar, riformatore sloveno e allievo del vescovo triestino Pietro Bonomo - si scende lungo via del Castello per osservare palazzo Bonomo e  le chiese di altre confessioni (anglicana, ex armena, valdese). In via Madonna del Mare, ove si possono visitare i mosaici della basilica paleocristiana, sorgeva la chiesa in cui lo stesso Trubar predic˛ in lingua slovena su incarico di Bonomo. Si attraversa Cittavecchia e ci si infila nei vicoli retrostanti il palazzo municipale costeggiando casa Zois e palazzo Marenzi per giungere alla Chiesa del Rosario, primo tempio protestante a Trieste. Oltre la zona del Canale, all'epoca dei protestanti ancora occupata dalle saline, si erge la chiesa evangelico-luterana, meta dell'itinerario.

 

Quadri ad un'esposizione

Dalla stazione della Ferrovia Meridionale alla stazione della Ferrovia Transalpina. I palazzi delle rive sfilano scanditi dalle Decime Vaganti di Marko Kravos, quasi un contrappunto ai Quadri ad un'esposizione di Modest Mussorskgy.

 

Trieste d'autore

Dalla piazza Sant'Antonio attraverso il cuore pulsante della cittÓ - via Roma e piazza della Borsa - per infilarsi nei vicoli del ghetto e della cittÓ vecchia, sostare al museo di arte orientale, inerpicarsi nelle strette stradine che salgono al colle di San Vito. Storie di personaggi locali e lontani nelle pagine del racconto Trieste di Ivo Svetina.

 

Trieste ai tempi di Ivo Andrić

Ivo Andrić, premio Nobel per la letteratura nel 1961, fu a Trieste tra il 1920 e il 1922 in qualitÓ di console del neocostituitosi Regno di Serbi, Croati e Sloveni. Dai suoi scritti sul fascismo e dai racconti ambientati a Trieste esce un quadro della cittÓ ben diverso da quello del lungo splendore di epoca asburgica. Il passaggio all'Italia e il nuovo quadro politico l'avevano trasformata in modo radicale. Da piazza Venezia, all'epoca sede del consolato, si toccano le principali dimore della comunitÓ serba triestina tra Borgo Giuseppino e Cittavecchia. La piazza dell'UnitÓ ricorda la proclamazione delle leggi razziali che decretarono il definitivo tramonto del cosmopolitismo triestino. Lungo le rive, ammirando i maestosi palazzi dei magnati illirici, si fa ritorno a piazza Venezia.

 

Acqua corrente

Seguendo il tracciato dell'antico acquedotto teresiano dal rione di San Giovanni al Ponterosso. I ricordi d'infanzia di Vladimir Bartol, gli anni giovanili di Fulvio Tomizza, il tempo moderno di Slavenka Drakulić.

 

Antichi borghi sloveni - Roiano

Inerpicandosi su per via Commerciale, scivolando lungo via Udine, perdendosi per le strade di Roiano e risalendo il costone fino a Piscianzi. Boris Pahor e la cittÓ sul golfo all'epoca delle prime recrudescenze fasciste, Fran Levstik e il Martin Krpan che bazzicava nel porto antistante Roiano.

 

gli itinerari sono condotti da 
Patrizia Vascotto, guida ufficiale del Friuli Venezia Giulia

 

lingue disponibili
italiano, sloveno, inglese, francese - a richiesta spagnolo

 

info otto.pat@tiscali.it

prenotazioni per gruppi, minimo 10 persone

 

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